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5 dicembre 2010
Pd, online il nuovo sito del partito
Da oggi è online il nuovo sito del Partito democratico, caratterizzato da una nuova veste grafica più semplice da consultare.
Il sito, www.partitodemocratico.it, si apre con un’inchiesta sul caso Eutelia, con l’invito a firmare personalmente la sfiducia a Berlusconi e prepararsi a venire l’11 dicembre alla manifestazione di piazza San Giovanni, a Roma, e con una galleria di video con i dirigenti del partito che dicono “sarò a Roma perché…”.
L’apertura del nuovo progetto, che si consoliderà nelle prossime settimane, presenta molte novità, soprattutto in direzione dell'utilizzo dei social network e della partecipazione dell'utente. Il nuovo sito del partito democratico, accanto alla parte dedicata alle informazioni sull’attività e sull’organizzazione del partito, darà ampio spazio agli approfondimenti, alle inchieste, alle news provenienti dal territorio, alle iniziative di mobilitazione. Gran parte degli articoli sarà commentabile. 

“Il progetto PD2011 ha l’obiettivo di rendere più efficace la comunicazione online del Partito Democratico e di sfruttare al meglio le opportunità della rete e le sue evoluzioni, mettendo a disposizione degli utenti contenuti multimediali che consentono di fruire di materiali programmatici, articoli, comunicati, foto, video, e anche post tratti dai social network” dichiara Stefano Di Traglia, responsabile della Comunicazione del Pd.
Diverse le novità proposte sia nell’organizzazione dei contenuti che nell’offerta di servizi ai navigatori, a partire dalla home page in cui sarà dedicato molto spazio alle proposte programmatiche del Pd e dalla quale sarà possibile seguire in diretta le trasmissioni di Youdem, televisione del partito.
Il sito conterrà una serie di nuove rubriche, tra cui una dedicata all’attività dei gruppi parlamentari Pd di Camera, Senato e Parlamento europeo; in un altro spazio, chiamato Question time, i dirigenti del Pd presenteranno video-risposte alle domande degli utenti; Sotto la lente sarà una rubrica aperta alle denunce e alle richieste dei visitatori. 
Grande importanza sarà data infine alle iniziative di mobilitazione con mobilitanti.it. Oltre a coinvolgere gli iscritti in nuove campagne, da questa sezione del sito partiranno newsletter tematiche. L’obiettivo è di creare una community in cui possa essere valorizzato il ruolo dei tanti visitatori del sito e il loro rapporto diretto con i rappresentanti del partito, ognuno dei quali avrà una propria pagina dedicata. A disposizione degli utenti ci saranno nelle prossime settimane applicazioni per iPhone e iPad.

Il trasferimento di tutte le pagine proseguirà nelle prossime settimane. E 'possibile consultare la vecchia versione dall'indirizzo http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/prehome.htm

21 ottobre 2010
Un anno da segretario, fai la tua domanda a Bersani
Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, incontrerà i giovani del PD lunedì 25 ottobre, alle ore 16,30, al Tempio di Adriano (piazza di Pietra, a Roma).

L’appuntamento, che si svolge ad un anno esatto dalle primarie, sarà l’occasione per fare il punto sul partito e per confrontarsi sui principali temi dell’attualità politica.

Il segretario del Pd incontrerà 150 giovani del partito e risponderà alle loro domande.

L’iniziativa sarà trasmessa in diretta tv su Youdem, canale 813 di Sky, e in streaming sul sito www. Youdem.tv.

Inviateci le vostre domande da fare a Pier Luigi Bersani o con un commento a questo post o inviando un sms al 345.6504116




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7 ottobre 2010
ASSEMBLEA PD, discuti con noi i documenti preparatori dei gruppi di lavoro

Su www.partitodemocratico.it/assembleavarese  pubblichiamo i documenti che saranno discussi all'Assemblea PD di venerdì e sabato  su scuola, agricoltura, fisco, piccole e medie imprese, trasporti e mobilità, autonomie locali, federalismo, immigrazione.TUTTI I DOCUMENTI PUBBLICATI SONO LE BOZZE DI PROPOSTA CHE SARANNO DISCUSSE DALL'ASSEMBLEA. I DOCUMENTI DEFINITIVI SARANNO DISCUSSI E VOTATI DOPO IL DIBATTITO E SARANNO PUBBLICATI ALLA CONCLUSIONE DELL'ASSEMBLEA.L'assemblea sarà trasmessa in diretta su YouDem.TV dalle 15.30 e tutti gli aggiornamenti saranno disponibili nello speciale. Se volete commentare l'assemblea inserite nei vostri post il tag ASSEMBLEA PD e appariranno direttamente nel nostro speciale.

Ecco il link al documento indice


17 settembre 2010
Tavoli programmatici, idee e proposte del Forum ambiente

Il Forum Ambiente è impegnato nella preparazione di proposte programmatiche per il “Progetto Italia”.

Attiva forze ed idee per la costruzione del Partito Democratico e per la definizione dei contenuti dell’Alternativa come rilanciata dalla Assemblea nazionale del PD (21-22 maggio).

Ha costituito i “Tavoli Programmatici” del Forum che in pochissimi mesi hanno elaborato idee e proposte su alcuni e significativi temi. Il lavoro dei primi dieci “Tavoli” si è concluso e sono ora disponibili brevi documenti, utilizzabili per una ampia consultazione del partito e per rafforzare il dialogo e l’incontro tra tutte le forze di opposizione interessate al costruzione dell’alternativa.
L’obiettivo è ora quello di promuovere il pieno coinvolgimento dei territori e delle associazioni, delle forze sociali e della cultura, del mondo dei lavori e dell’impresa, degli eletti e degli amministratori di centro sinistra.

Le idee e le proposte che emergeranno dalla consultazione saranno alla base delle scelte che il PD prenderà nella prima Conferenza nazionale sull’ambiente che si svolgerà alla fine dell’anno.

Il lavoro finora svolto è stato portato avanti con il contributo generoso di decine di esperti iscritti e non al PD.

I TAVOLI PROGRAMMATICI

Acqua

Bacino del Po

Biodiversità

Città sostenibili

Difesa del suolo

Ecoconsumo /acquisti verdi

Energia sostenibile

Mediterraneo e cooperazione solidale

Rifiuti

SudAmbiente

Una governance per l'Ambiente
 


11 agosto 2010
L'Aquila, i successi del governo. Partecipa alla nostra campagna
Siamo tornati a L’Aquila a pochi giorni dalla visita di Bersani, Bindi, Franceschini e 140 deputati.Lo abbiamo fatto perché troppe volte Berlusconi garantisce che la ricostruzione è in atto. ma non è vero, per cui la sua frase sulla ricostruzione l'abbiamo messa sulle cartoline che gli spediremo e che vi chiediamo di mandargli con Mobilitanti.it (ci sono due serie, quella sui successi del governo e quella sul prima e dopo della ricostruzione che non c'è) e di farle circolare tra i vostri amici, come ha fatto anche Pier Luigi Bersani su facebook.Siamo tornati a L'Aquila senza pullman, telecamere, cronisti. Solo con il taccuino, la macchina fotografica e un permesso per la zona rossa del centro storico dove ci accompagnano un vigile del fuoco ed un’attivista del PD cittadino. E loro ci hanno fatto iniziare la visita dalla zona blu, dove l’accesso è libero. Ma le strade sembrano quelle di Beirut negli anni ’80: crateri nell’asfalto, palazzi crollati per metà, porte e serrande curvati verso l’esterno come da uno scoppio e polvere a ricoprire tutto. Siamo alle spalle della villa comunale, uno dei pochi luoghi di aggregazione all’aperto rimasti in una città che ormai si ritrova solo nei centri commerciali. Camminiamo per via Sturzo, villini liberty e palazzine anni ’60 in cortina. Vediamo la lana di roccia che garantiva l’isolamento termico alle mura delle case a L’Aquila, dove ad ottobre è già inverno, fuoriuscire dai muri sbrecciati. La zona è stata appena riaperta ed è stata una di quelle con più vittime. Due palazzine sono crollate completamente, ora c’è solo un buco enorme. L’asfalto in più punti si è aperto inghiottendo le macchine (qui è stata scattata la foto che ha fatto il giro del mondo la mattina dopo la scossa, che mettemmo anche noi in copertina) in un buco enorme. Alcuni sono riusciti a scappare con le macchine dai garage ma il passaggio delle auto caricate alla rinfusa ha portato a un crollo della strada con un vertice, come l’occhio del ciclone di un buco enorme. Poi c’è il buco dell’attenzione del Paese, il buco enorme in cui sono finite le domande e le telecamere su chi viveva fuori dalla zona rossa, su come le persone provano a ricostruire, su qual è la situazione del centro storico, su quanto dovrà aspettare chi ci viveva per riavere la sua casa, insomma le domande sui successi del governo, già venduti dal sommario del TG1 e archiviati. Tant’è che quando abbiamo pubblicato delle cartoline per far vedere come stanno le cose, anche da voi una domanda ricorrente è stata: “Ma davvero stanno ancora così”, con commenti del genere “SE fosse vero sarebbe uno scandalo”. E’ vero. E’ così, allora accompagniamo alle cartoline tutte le altre foto che abbiamo scattato e queste poche righe, facciamo un’OPERAZIONE VERITA’ prima degli strateghi del PDL. Passata la prima fase dell’emergenza la ricostruzione per partire ha bisogno di permessi, controlli, parere sulla situazione degli edifici, tutto per evitare nuove tragedie ovviamente.Ma finita la fase dell’emergenza per tutti i sequestri e le verifiche sugli edifici quanti vigili del fuoco sono rimasti a disposizione della sezione giudiziaria? Nove. Sì, 9, li contate sulle dita di due mani. Ma a L’Aquila ad aprile 2009 gli sfollati nella fase di prima emergenza erano circa 67.000. Oggi nelle case costruite dopo il terremoto e nei prefabbricati vivono in 22.995. Gli altri 29.179 che vivono in case in affitto, i 3.127 negli alberghi sulla costa ed i 569 ospitati in due caserme vivono in una città che è tornata al normale organico che faceva le verifiche sugli edifici prima del sisma.Perché? Perché da giugno non ci sono più i fondi. Ma ne servirebbero almeno 126 come ha calcolato uno dei sindacati dei Vigili, il Conapo, in una relazione.Via Campo di Fossa è stata una delle strade più colpite. Siamo nella zona blu, non dovremmo sentire il silenzio frastornante del centro storico. Con noi c’è una persona che torna con la mente indietro di 30 anni: “Quando sono andato a Nocera Inferiore sei giorni dopo il terremoto. Stesso cupo silenzio ma, una sostanziale differenza: il terremoto dell'Aquila è stato 15 mesi fa!” ci dice. Ha ragione. Eppure non ci sono automobili, non ci sono betoniere, non ci sono i caschi gialli degli operai. Solo puntelli. Ecco tutta l’Aquila scopriamo oggi è nella stesse condizione: puntelli, ponteggi, architetture di legno che mettono in sicurezza le mura delle case per evitare di farle cadere. Poi basta. Non ci sono cantieri. Le ditte private che qui dovevano ricostruire non sono state ancora mai pagate, così da mesi hanno smesso. Tutti servizi che sono sottoterra hanno danni ancora enormi che nessuno vede: palazzine di 5 piani sono implose i tubi che portavano gas, acqua e luce sono aggrovigliati e non si può rivivere senza prima rimetterli in sesto. Ma per terra nell’asfalto ci sono solo i buchi dei carotaggi per verificare cosa è successo là sotto, se ci saranno nuovi crolli. Poi tutto è sospeso.Entriamo nella zona rossa alle 12. Da piazza Duomo dove prima c’era il mercato e adesso il tendone bianco delle assemblee autoconvocate dove Bersani ha ribadito gli impegni del PD per gli aquilani: l'appoggio alla loro proposta di legge popolare e la richiesta di una tassa di scopo per la ricostruzione.Anche il Duomo è stato puntellato, ma praticamente è rimasta solo la facciata. Gran parte della volta adesso è nel cortile della curia: accatastata perché le macerie andranno riclassificate, catalogate, la speranza era quella di fare come ad Assisi. Ma a L’Aquila con il teleobiettivo notiamo dei particolari: la scavatrice gialla davanti è impolverata e sopra la collinetta di detriti crescono le erbacce.Primo successo del governo a L’Aquila: cresce il verde pubblico. Il duomo lo stanno svuotando ora, dentro è totalmente distrutto, imploso. Anche qui solo la messa in scurezza: legno e metallo che ingabbiano i palazzi.Poi passiamo in Piazza della Prefettura: lo sfondo del G8 , tutti i grandi si sono messi in posa davanti alla scritta tremolante PALAZZO DEL GOVERNO. Quella scritta era il simbolo di uno Stato smarrito e il governo solo sul simbolo ha lavorato, mettendolo in sicurezza, puntellando l'ingresso porticato e tirando su una tettoia per evitare che ci piova dentro. Se non piove a vento. Poi basta fare 10 metri e le tettoie svaniscono. Altri 10 metri e l'ingresso del cortile è ricoperto di macerie, detriti, oggetti. Altri 10 metri e la casa del prefetto non è neanche stata messa in sicurezza. Niente puntelli, niente transenne, incombe sui passanti. Il prefetto quella sera non dormiva qui perché c'era stato l’avvicendamento nell’incarico da poco. Ecco la ricostruzione che non c'è, la messa in sicurezza incompleta se dopo un anno e mezzo questo che era un edificio pubblico è in condizioni spaventose. E' un dietro le quinte doloroso che non avremmo mai voluto, è la conferma che la ricostruzione è una rappresentazione, messa in scena per le telecamere e gli elettori. A destra della fu Prefettura e sede della Provincia c'è un teatro. Sul balcone campeggia uno striscione: noi alle 3 e 32 non ridevamo. Rideva chi pensava al business della ricostruzione.Ma neanche quella comincia nelle strade riaperte perché prima andrebbero fatte le demolizioni degli edifici pericolanti, poi andrebbero classificati i materiali (ed è una lavoro delicato che non possono fare i volontari), poi andrebbero smaltiti i materiali. Non ci sono i depositi di stoccaggio, Protezione Civile e Governo non hanno neanche pensato di riadattare delle cave. Così tutto si ferma e per la ricostruzione, per ripopolare il centro storico servirebbero almeno 10-13 anni. Concludendo il G8 il premier aveva detto: "Per la ricostruzione di tutti gli edifici compresi anche quelli storici ci vorranno degli anni ma l’impegno è quello di concludere tutto entro la legislatura". Forse Berlusconi sarebbe riuscito a mantenere quella promessa? No, al massimo poteva far partire i cantieri, ricostruire in 10-13 anni sarebbe possibile partendo subito. Invece si accumulano i ritardi. E allora il popolo delle carriole? Vi ricordate gli aquilani che spalavano le macerie? Bollati come lamentoni impazienti, tacciati con l'arrivo dell'esercito. Ma i militari hanno liberato Piazza Palazzo, la sede del Comune, davanti alla quale il sindaco Massimo Cialente convocò un consiglio comunale all’aperto, per far vedere a tutti la situazione. Ma il TG1 ebbe l’impudenza di titolare: “Festa grande a L’Aquila, riaperto il centro storico”! Adesso i militari non spalano, presidiano la zona rossa così non c'entra nessuno. Le macerie restano nei vicoli perché sono i vigili del fuoco ad occuparsene, ma sono sotto organico e dal 1° luglio senza fondi. Mentre il loro rapporto stima in un tempo indeterminato quello necessario a rimuovere le macerie e chiede sicurezza sul loro impegno anche da novembre 2010, quando l’inverno sarà ancora più duro.Incrociamo i soldati in mimetica vicino alle transenne. Altro successo del governo a L'Aquila: meno traffico.Ma dopo l’eventuale verifica del piccolo gruppo di vigili chi vive nella zona blu potrebbe ricostruire? Per un condominio piccolo, con 6 appartamenti ci vogliono almeno sette autorizzazioni. Una per ogni appartamento più quella per le parti in comune. Le pratiche vanno portate alla Fintecna che gestisce la ricostruzione che le invia in tutta Italia a periti giurati, tecnici esperti, così da avere entro 30 giorni le risposte con le osservazioni. I sei condomini hanno altri 30 giorni per rispondere, poi devono attendere un contro parere e poi altri 2 mesi per avere il possibile via libera. Il che vuol dire far passare almeno altri sei mesi in cui la casa dove dormivi è esposta alle intemperie. A volte su un piano di recupero che inciderà per almeno 100.000 euro su ogni famiglia le osservazioni possono riguardare modifiche da effettuare che fanno variare l’importo anche di mille euro, basterebbe dire ai proprietari che possono partire assumendosi questo costo ulteriore. Ma le modalità della ricostruzione non sono state discusse con i cittadini. Passiamo accanto a Palazzo Napoleone, il tetto è sfondato. Sono centinaia i palazzi così: ci piove e ci nevica dentro, i piccioni sono migliaia. Altro successo del governo a L'Aquila: più aria pulita.Gli abitanti del centro si sono trovati anche un tetto bassissimo per gli indennizzi. 10.000 euro in cui far rientrare anche l'automobile distrutta dal sisma. La rimozione è gratuita. Ma solo se la casa è stata classificata come E (da demolire) e la macchina era in un garage o cortile. Ma la domanda è quella del risarcimento di beni mobili, così tante famiglie devono scegliere se includere le cose di casa o l'auto. L'unico risarcimento 10.000 euro, non fa distinzioni, non è progressivo. La cifra è quella anche se avevi casa, macchina e magari un piccolo negozio in centro. L’ordinanza della Protezione civile non permette di cumulare i risarcimenti (massimo 10mila euro), tra abitazioni principali ed attività. Così tante famiglie che hanno perso tutto non riavranno niente, finiranno per dover abbandonare la speranza di rientrare nel centro storico. Il berlusconismo è soprattutto questo mix: effetti speciali e titoli su giornali e TG quando la soglia d’attenzione è alta, obiettivi determinati e raggiungibili distogliendo l’attenzione come la desertificazione del centro nascosta dalle photo-opportunity mentre si sostiene una ricostruzione antieconomica e non partecipata, una cortina di silenzio sulle proposte alternative e sulle denunce, dei partiti di opposizione come dei cittadini aquilani o di chi tenta di fare informazione come "la valigia blu" che ha fatto un’operazione simile alla nostra con una telecamera ripresa anche da l'Espresso. Però volevamo credergli a Berlusconi, la frase sulla ricostruzione l'abbiamo messa sulle cartoline che gli spediremo e che vi chiediamo di mandargli con Mobilitanti.it (ci sono due serie, quella sui successi del governo e quella sul prima e dopo della ricostruzione che non c'è) e di farle circolare tra i vostri amici, come ha fatto oggi anche Pier Luigi Bersani su facebook. Bastano delle cartoline al PD? No, lo scorso anno alla ripresa dell’attività parlamentare dopo la pausa estiva abbiamo presentato una mozione per chiedere al governo di attivarsi a favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma dell’aprile 2009. In particolare chiedevamo al governo, prima di tutto, di riferire sullo stato di attuazione della complessiva opera di ricostruzione abitativa; di assumere iniziative per la tutela delle attività produttive sospese per il terremoto; di prendere iniziative volte a prorogare la sospensione del versamento delle tasse, prevedendo per la restituzione un trattamento analogo a quello previsto per i terremotati di Marche e Umbria. Con la mozione chiedevamo anche di prevedere un incremento delle risorse per finanziare l’istituzione della zona franca urbana e di predisporre, ai fini della trasparenza, la pubblicità dell’elenco dei fornitori, comprensivo dell’oggetto della fornitura e del relativo importo, dello stato delle somme erogate e dei relativi beneficiari, degli interventi programmati e dello stato di realizzazione delle opere. La mozione è stata approvata dall’aula di Montecitorio all’unanimità. Ma nei mesi successivi questi impegni sono stati tutti disattesi dal governo della destra.In questi 15 mesi abbiamo scritto di tutte le iniziative fatte dall'opposizione. Ma la maggioranza le ha bocciate, impedendoci di attuarle.E’ chiaro, vogliono le elezioni anticipate per parlar d’altro invece che dei problemi degli italiani, quelli non li sanno risolvere.Marco LaudonioFoto di Francesca Minonne

20 luglio 2010
Flexsecurity: un gioco a somma positiva
Pubblichiamo la risposta del sen. Pietro Ichino al Pdnetwork

Sul sito www.nelmerito.com Luisa Corazza pone incisivamente la questione nei termini seguenti, "Delle due l’una: o si amplia la platea dei protetti (ma si riducono le tutele) o si mantengono le tutele (riservando allora agli esclusi altre forme di protezione)"; e lasciando sopravvivere una sorta di apartheid fra i lavoratori di serie A e quelli delle serie inferiori. Io sostengo che si può sfuggire a questa scomoda alternativa; sostengo, cioè, che è possibile superare drasticamente questo apartheid, istituendo un nuovo regime di protezione, diverso ma non meno efficiente rispetto al nostro vecchio diritto del lavoro, e ciononostante applicabile davvero a tutti i nuovi rapporti di lavoro.

L’idea è che il regime attuale di protezione forte (articolo 18) generi dei costi – per le imprese e per gli stessi lavoratori protetti – nettamente superiori rispetto al costo di una protezione di nuovo genere per il lavoratore che perde il posto, e assai più efficace: per esempio quella corrispondente al modello danese. Se dunque si accolla all’impresa il costo di questa protezione di nuovo genere, i lavoratori ci guadagnano (perché il nuovo sistema di protezione dà a tutti più di quanto dia a metà di loro il regime di sostanziale job property fondato sull’articolo 18) e ci guadagnano anche le imprese, perché questa forma di protezione costa loro di meno.

Costa molto meno, infatti, garantire al lavoratore licenziato continuità del reddito e assistenza intensiva di alta qualità fino alla ricollocazione, di quanto costi il ritardo sistematico (anche di anni) nell’aggiustamento industriale imposto oggi di fatto dall’articolo 18.

Insieme ad altri 54 senatori del Pd ho proposto il nuovo sistema di protezione in due disegni di legge: uno (n. 1481/2009) a carattere sperimentale; l’altro (n. 1873/2009) in forma di disciplina generale, applicabile a tutte le imprese per i rapporti di nuova costituzione. Il primo mira a consentire l’esperimento del nuovo regime da parte di singole imprese interessate, sulla base di un "contratto collettivo di transizione", con l’idea che nulla più della sperimentazione possa essere utile per superare le contrapposizioni ideologiche, per consentire la valutazione pragmatica dei pregi e difetti del progetto e anche per mettere a punto la nuova disciplina, in funzione di una successiva sua generalizzazione. Il secondo disegno di legge contiene invece quella che potrebbe essere la nuova disciplina generale della materia, a regime: una disciplina molto semplice, contenuta in tre soli articoli (gli articoli 2118-2120 del nuovo Codice del lavoro semplificato). Per i dettagli devo rinviare al mio sito, www.pietroichino.it, e ivi in particolare al "Portale della Semplificazione e della Flexsecurity.

Posso capire la diffidenza nei confronti del secondo disegno di legge, in quanto esso impone il nuovo regime per tutti i nuovi rapporti di lavoro. Ma non riesco a capire la diffidenza nei confronti del primo, quello a carattere sperimentale; qui la volontarietà della sperimentazione, sia per l’impresa sia per i lavoratori, consentirebbe di verificare pragmaticamente la fondatezza dell’assunto fondamentale: quello secondo cui il nuovo regime è un gioco a somma positiva, dal quale entrambe le parti traggono vantaggio.

D’altra parte, non è senza significato che, a seguito della presentazione del disegno di legge n.1481, manifestazioni di forte interesse per il progetto siano venute da parte da parte di molte associazioni di giovani (tra cui quella del Pd lombardo, che ha fatto proprio il progetto), oltre che da parte di Cisl, Uil e alcuni settori della Cgil; e che ben 75 imprese, di tutte le dimensioni e di vari settori, abbiano rivolto un appello al Parlamento per la sua rapida approvazione (tutta la relativa documentazione è disponibile sul mio sito, attraverso il Portale della semplificazione e della flexsecurity).

A questa prospettiva, Marco Leonardi e Massimo Pallini obiettano - ancora sul sito www.nelmerito.com - che dal mio progetto deriverebbe un nuovo dualismo, questa volta tra vecchi rapporti di lavoro, che resterebbero protetti dall’articolo 18, e rapporti costituiti dopo l’entrata in vigore della legge, soggetti al nuovo regime. Questa obiezione si riferisce evidentemente soltanto al d.d.l. n. 1873 (nuovo Codice del lavoro semplificato) e non al d.d.l. sperimentale n. 1481. Anche in riferimento al d.d.l. n. 1873, comunque, a questa critica possono essere opposti due argomenti: innanzitutto, che il dualismo attuale del nostro mercato del lavoro vede contrapposti un vecchio regime di protezione e un nuovo regime di non protezione o protezione fortemente ridotta, mentre la riforma da me proposta vedrebbe convivere due regimi dei quali è ragionevolmente sostenibile che il nuovo offra una protezione migliore o comunque non inferiore rispetto alla parte "forte"del vecchio; e ai lavoratori assoggettati al vecchio regime sarebbe data la possibilità di optare, mediante contratto collettivo aziendale, per la transizione al nuovo. Il d.d.l. n. 1873 non dà luogo, dunque, a un apartheid tra protetti e non protetti, ma a un dualismo tra regime di protezione vecchio e nuovo, destinato progressivamente scomparire, anche solo per effetto del turnover dei lavoratori.

Pubblichiamo di seguito:
- Le slides per la presentazione del progetto, nella nuova versione contenuta negli articoli 2119 e 2120 del d.d.l. n. 1873/2009, al seminario di Saronno del 1° febbraio 2010.

UN PROGETTO PER RIUNIFICARE IL MERCATO DEL LAVORO
Introduzione al dibattito su 'L'emergenza del precariato e la proposta della flexsecurity'

promosso da Iskra
Saronno, 1° febbraio 2010

Il diritto del lavoro scomparso
• Il diritto del lavoro che insegniamo nelle Università di fatto non si applica più alla nuova generazione di lavoratori
• Chi ha pagato il costo della crisi
• Due progetti volti a riscrivere il diritto del lavoro per l'uscita dalla crisi e per il lavoro del futuro: il ddl 1481 per la sperimentazione e il ddl 1873 per il nuovo Codice del lavoro

Che cosa è la flexsecurity
• Coniugare il massimo possibile di flessibilità delle strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza di tutti i lavoratori nel mercato
• Questo significa:
- tutti (o quasi) assunti a tempo indeterminato
- (e tutti protetti contro le discriminazioni; però…)
- nessuno inamovibile
- forte sostegno nel mercato per chi perde il posto per motivi economici od organizzativi

• Ma ne siamo capaci?

Che cosa manca all'Italia per poter sperimentare la flexsecurity
• La qualità dei servizi nel mercato del lavoro
• la capacità di condizionare un forte sostegno del reddito
• le risorse pubbliche per un forte sostegno del reddito
• le civic attitudes

DOBBIAMO DOTARCI DELLA CULTURA MATERIALE NECESSARIA PER SPERIMENTARE UN EQUILIBRIO PIU' EFFICIENTE

Una tecnica normativa nuova
• La riforma non è imposta a tutti, ma è posta a disposizione di chi è pronto ad attuarla
• Non la palingenesi istantanea e universale, ma il metodo del try and go
• Il Centro-nord non è obbligato ad aspettare il Sud, ma può sperimentare nell'interesse di tutti
• Il costo a carico delle imprese è utilizzato come incentivo alla (e garanzia della) efficienza dei nuovi servizi nel m.d.l.
• Se e quando poi lo Stato vorrà e potrà...
• Perché proporre già ora anche il d.d.l. (nuovo Codice del lavoro) che delinea l'assetto definitivo

Un nuovo equilibrio tra flessibilità e sicurezza nei nuovi rapporti di lavoro
• per i dipendenti già in organico la vecchia disciplina resta invariata (salva diversa loro scelta)
• per i nuovi assunti:
- tutti a tempo indeterm. (tranne i casi classici di c.a.termine)
- controllo giud. solo su discriminazioni e lic. discipl.
- in caso di licenziamento economico, garanzia di
• sostegno del reddito
• assistenza efficace per tutti nel mercato del lavoro

• per le imprese: maggiore flessibilità degli organici in cambio del sostegno ai dip. che perdono il posto

A chi si applica il nuovo regime in materia di licenziamento economico
• solo nelle aziende con più di 15 dipendenti
• soltanto ai nuovi assunti, i quali siano
-> lavoratori subordinati (con trattamento disoccupazione calcolato solo su € 40.000 annui), oppure
-> collaboratori autonomi continuativi (anche p. iva) che o traggano più di due terzi del reddito di lavoro dallo stesso rapporto o abbiano un reddito annuo inferiore a € 40.000 lordi o e non siano iscritti a ordini o albi professionali incompatibili con una posizione di dipendenza

I termini essenziali dello scambio
• l'impresa si accolla il “costo sociale” del licenziamento per motivo oggettivo (severance cost)
• quel costo diventa l'unico “filtro” delle scelte di riduzione degli organici, di soppressione di un singolo posto di lavoro, o di sostituzione di uno o più lavoratori in una determinata posizione…
• … salvo il controllo giudiziale contro le discriminazioni (di razza, etnia, genera, religione, età): il giudice non può entrare nel merito del “motivo oggettivo” del licenziamento
• il severance cost è costituito da: a) preavviso o indennità crescente con l'anzianità, più b) contratto di ricollocazione per il lavoratore licenziato

Il contratto di ricollocazione
• L'agenzia scelta dall'impresa stipula un contratto di ricollocazione con il lavoratore licenziato, che
• gli garantisce un trattamento complementare di disoccupazione che porta l'indennità al 90% per il primo anno, poi 80% per il secondo e 70% per il terzo (durata max: 3 anni, comunque non superiore alla durata del rapporto di lavoro diminuita di un anno)
• lo obbliga a partecipare a tempo pieno a tutte le iniziative di riqualificazione e ricerca della nuova occupazione
• lo assoggetta, per queste attività, a un potere direttivo e di controllo dell'agenzia (analogo a quello proprio del datore)
• il contratto di ricoll. è suscettibile di recesso per giusta causa da parte dell'ag., in caso di inadempimento del lav.

Fluidità nella fase iniziale del rapporto
• Primo anno: periodo di prova lungo, poi solo indennità di licenziamento + assistenza nella ricerca del nuovo posto
• Se contratto a termine: il primo è libero, secondo la dirett. UE, ma con indennizzo in caso di mancata conversione a t. indet. (dopo il primo, limitazione drastica delle assunzioni a termine)
• Dal secondo anno: indennità di licenziamento (e/o preavviso) + tratt. disocc. 90% per un anno
• Dal terzo anno: indennità di licenziamento (e/o preavviso) + tratt. disocc. per due anni, 90% - 80%
• Dal quarto anno: il severance cost incomincia a diventare più pesante, ma senza lo “scalone” del progetto Boeri Garibaldi

Le componenti del severance cost a carico dell'impresa
• A) indennità di licenziamento pari a una mensilità per anno di anzianità del lavoratore
• B) trattamento complementare di disoccupazione:
- 1° anno: differenza per arrivare al 90% (costo modesto)
- 2° anno: 80% dell'ultima retribuzione
- 3° anno: 70% dell'ultima retribuzione

• Il rischio del costo per il 2° e 3° anno dà un forte incentivo alla qualità e buon funzionamento dei servizi di ricollocazione, perché la disoccupazione duri comunque meno di un anno
• Già oggi questo accade in 8 casi su 10 [v. slide seg.]

Gli unemployment spells in Italia: entro quanto tempo si ritrova il lavoro

mesilav. 15-35
totale
tempo pieno e
indeterm.
lav. 36-60
totale
tempo pieno e
indeterm.
entro il 2° mese27,1%25,6%25,6%24,2%
entro il 4° mese42,3% 40,2% 41,8% 39,0%
entro il 6° mese54,0% 52,2% 55,8% 53,1%
entro il 12° mese83,3% 81,3% 76,5% 76,2%
entro il 18° mese92,8% 91,5% 83,9% 84,8%
entro il 24° mese96,8% 96,0% 88,0% 89,5%


Fonte: Inps, in rif. a unemployment spells incominciati in Italia tra feb. 1998 e nov. 2001
Il dato indica la percentuale dei lavoratori di ciascuna categoria che hanno trovato la nuova occupazione entro il tempo indicato nella prima colonna, tra il 1998 e il 2005

Commento della tabella e prospettiva nel futuro prossimo
• I dati si riferiscono alla ricerca del nuovo posto di lavoro nel periodo tra il 1998 e il 2005 (ultima ricerca disponibile sul tema)
• il nuovo regime è destinato ad applicarsi solo a rapporti di lavoro che nascono d'ora in avanti: i primi licenziamenti si verificheranno presumibilmente dopo il 2012
• se nel 1998-2005 l'80% trovava il lavoro entro l'anno, con servizi migliori si può puntare almeno al 90% (nei Paesi scandinavi si arriva al 98%!)

La logica del nuovo sistema: incentivo alla rioccupazione rapida
• È ragionevole proporsi di ridurre i casi di durata della disoccupazione >1 anno al di sotto del 10%
• per i 9 lavoratori su 10 ricollocati entro l'anno il costo del trattamento complementare è molto contenuto
• il costo del servizio di outplacement e di riqualificaz. mirata deve essere coperto dalla Regione e dal FSE
• per i difficilmente collocabili (secondo e terzo anno) si può pensare a programmi speciali, che riducano il costo per l'impresa; ma si tratterà pur sempre soltanto di un caso su dieci

Esempi di severance cost (industria)
1. Un anno di anzianità di servizio

A - preavviso/indenn. licenziamento:
1M + 1C = 8,3% CAA (1/12 del costo az. annuo)
B - trattamento complementare di disoccupazione:
non è dovuto

Costo totale in ogni caso: 8,3%CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo complessivo pari a € 2.083

M = una mensilità di retribuzione lorda
C = contributi gravanti su una mensilità di retribuzione
CAA = costo aziendale annuo complessivo (retr. + contributi)

Esempi di severance cost (industria)
2. Due anni di anzianità di servizio

A preavviso/ind. licenziamento: 2(M+C)=16,7% CAA
B trattamento complementare di disoccupazione nel
caso di ricollocazione in 6 mesi:
6x10%M = 60%M = 3,6% CAA (con retr. fino a € 1.330)

A + B costo totale normale: 20,3% CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. normale pari a € 5.075

C tratt. compl. disocc nel caso di non ricollocazione:
12x10%M = 120%M = 7,1% CAA

A + C costo totale massimo (10% dei casi): 23,7% CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. massimo pari a € 5.925

Esempi di severance cost (industria)
3. Quattro anni di anz. di servizio

A preavviso/ind. licenziamento: 4(M+C)= 33,3% CAA
B trattamento complementare di disoccupazione nel
caso di ricollocazione in 6 mesi:
6x10%M = 60%M = 3,6% CAA

A + B costo totale normale: 36,9% CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. normale pari a € 9.225

C tratt. compl. disocc nel caso di non ricollocazione:
7,1%CAA (1° anno) + 107%CAA (2° e 3° anno)= 114,1 CAA
A + C costo totale massimo (10% dei casi): 147,4% CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. massimo pari a € 36.850

Esempi di severance cost (industria)
4. Dieci anni di anz. di servizio

A preavviso/ind. licenziamento: 10(M+C)=83,3%CAA
B trattamento complementare di disoccupazione nel
caso di ricollocazione in 6 mesi:
6x10%M = 60%M = 3,6%CAA

A + B costo totale normale: 86,9%CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. normale pari a € 21.725

C tratt. compl. disocc nel caso di non ricollocazione:
7,1%CAA (1° anno) + 107%CAA (2° e 3° anno)= 114,1CAA
A + C costo tot. massimo (10% dei casi): 197,4% CAA
Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. massimo pari a € 49.350

IL SEVERANCE COST NEL SETT. INDUSTRIALE SECONDO GLI ARTICOLI 2119-2120
Anzianità servizio1 anno2 anni4 anni6 anni8 anni10 anni20 anni
A - Preavv. (o Indenn. licenz.)1(M+C)=
8,3%CAA
2(M+C)=
16,7%CAA
4(M+C)=
33,3%CAA
6(M+C)=
50%CAA
8(M+C)=
66,7%CAA
10(M+C)=
83,3%CAA
20(M+C)=
166,7%CAA
B - Tratt. complem.di Disocc.
(6 mesi)
06x10%M=
60%M=
3,6%CAA
6x10%M=
60%M=
3,6%CAA
6x10%M=
60%M=
3,6%CAA
6x10%M=
60%M=
3,6%CAA
6x10%M=
60%M=
3,6%CAA
6x10%M=
60%M=
3,6%CAA
A+B - Costo normale
(rioccupaz.in 6 mesi)
media 90% casi 0
8,3%
CAA
20,3%
CAA
36,9%
CAA
53,6%
CAA
70,3%
CAA
86,9%
CAA
170,3%
CAA
C - Tratt. complem. di disoc.
(durata max 3 anni)
0 12x10%M=
7,1%CAA
(10+80+70)
%=
114,1%CAA
(10+80+70)
%=
114,1%CAA
(10+80+70)
%=
114,1%CAA
(10+80+70)
%=
114,1%CAA
(10+80+70)
%=
114,1%CAA
A+C - Costo max
(riocc. > 3 anni)
10% dei casi
8,3%
CAA
23,7%
CAA
147,4%
CAA
164,1% CAA180,8%
CAA
197,4%
CAA
280,8%
CAA

Tabella sinottica dei quattro disegni di legge presentati da parlamentari del Pd per il superamento del dualismo nel mercato del lavoro (5 febbraio 2010).




DDL n. 1481/09 Ichino + 34
(sperimentazione flexsecurity)
DDL n. 1873/09 Ichino + 53
artt. 2119-2120 (nuovo Codice del lavoro)
PDL n. 2630/09 Madia Miglioli Gatti
.U.I.F.)
DDL n. 2000/10 Nerozzi
sul progetto Boeri-Garibaldi)
Area di applicaz.:
- imprese
Tutte le imprese che si impegnano nella sperimentazione con il contratto collettivo di transizioneTutte le imprese >15 dipendenti; per quelle <16 si prevede estensione successiva a costo compensatoTutte le impreseTutte le imprese

Area di applicaz.:
- lavoratori
Tutti i nuovi assunti in posizione di dipendenza economica (*)Tutti i nuovi assunti in posizione di dipendenza economica (*)Tutti i nuovi assunti in posizione di dipendenza economica (*)Tutti i nuovi assunti in posizione di dipendenza economica (*)
DenominazioneContratto di lavoro dipendenteContratto di lavoro dipendenteCUIF - Contratto unico di inserim. formativoCUI - Contratto unico di ingresso
Come il ddl si propone di
superare il dualismo
del mercato del lav.
Tutti i nuovi contratti di lav. dipendente (*) - di qls. tipo - sono a tempo indeterminato con nuova disc. lic. (salvo stagionali, sostituzioni, e pochi altri casi di contr. a termine)Tutti i nuovi contratti di lav. dipendente (*) - di qls. tipo - sono a tempo indeterminato con nuova disc. lic. (salvo stagionali, sostituzioni, e pochi altri)L'unica alternativa al contratto normale e a casi ristretti di contr. a termine è il CUIF, contratto a causa mista di durata fino a 3 anniL'unica alternativa al contr. lav. normale e a casi ristretti di contr. a termine è il CUI, contratto a t. indeterminato, con protezione crescente
Possibilità di assunzione
con contratti diversi
Contratto a termine nei soli casi previsti
Co.co.co. o lav. a prog. solo sopra i 40.000 euro annui
Contratto a termine nei soli casi previsti
Co.co.co. o lav. a prog. solo sopra i 40.000 euro annui
Contratto a termine nei soli casi previsti Co.co.co. o lav. a prog. solo sopra € 40.000Contratto a termine con restrizioni Co.co.co. o lav. a prog. solo sopra i 30.000 euro annui
Protezione contro
licenziamento
discriminatorio
Controllo giudiziale pieno, con nullità del licenziamento e reintegraz. (art.18)Controllo giudiziale pieno, con nullità del licenziamento e reintegraz. (art.18)Controllo giudiziale pieno, con nullità del licenziamento e reintegraz. (art.18)Controllo giudiziale pieno, con nullità del licenziamento e reintegraz. (art.18)
Disciplina del
licenziamento
disciplinare
Controllo giudiziale pieno, con risarcim. e/o reintegraz. a discrezione del giud.Controllo giudiziale pieno, con risarcim. e/o reintegraz. a discrezione del giudiceControllo giudiziale pieno, con risarcim. e reintegrazione secondo art. 18 S.L.Controllo giudiziale pieno, con risarcim. e reintegrazione secondo art. 18 S.L.
Disciplina del
licenziamento
economico
Indennità di licenz. (1 mese per anno anz.) + tratt. complementare di disoccupazione a carico dell'impresa
(v. sotto)
Indennità di licenz. (1 mese per anno anz.) + tratt. compl. disoccupazione a carico dell'impresa
(v. sotto)
La prima fase (<3a.) è contratto a termine, con libertà di scelta delle parti circa la convers. in rapporto regolare; poi art. 18 S.L. Indennità di licenz. pari a 5 gg. per mese di anzianità, fino al limite massimo dei 3 anni;poi art. 18 S.L.
Durata massima di
applicazione della
nuova disciplina
della stabilità
Dal 21° anno di anzianità si applica una presunzione di discriminazione per età (il datore deve dimostrare la necessità del lic.)Dal 21° anno di anzianità si applica una presunzione di discriminazione per età (il datore deve dimostrare la necessità del lic.)3 anni, con incentivo alla trasformazione a tempo indeterminato, poi si applica art. 18 3 anni per la fase iniziale a stabilità crescente, poi prosegue a t. indeterminato con applicaz. art. 18
Trattamento di
disoccupazione al termine
(base attuale + tratt.
complementare a
carico impresa)
Primo anno 90% con tetto 36.000 euro, poi decresc. per altri 3 anni: 80%, 70%, 60%Primo anno 90% con tetto 36.000 euro, poi decresc. per altri 2 anni: 80% e 70%Accesso al trattamento di disoccupazione oggi vigente (non è previsto tratt. complementare)Accesso al trattamento di disoccupazione oggi vigente (non è previsto tratt. complementare)
Cassa
integrazione
guadagni
Non viene modificataGaranzia 80% per i lav. di tutti i settori; assic. Inps obbligatoria per az. industriali, facoltativa per az. degli altri settoriNon viene modificataNon viene modificata
Retribuzione
oraria
minima
Non è previstaDeterminata dal Governo su proposta del CnelNon è prevista Determinata dal Governo su proposta del Cnel


(*) Tutti e quattro i progetti definiscono la posizione di dipendenza economica come quella del collaboratore che, nel periodo dato, trae dal singolo rapporto più di due terzi del proprio reddito complessivo di lavoro, salvo che il reddito stesso superi i 40.000 euro annui, oppure che il lavoratore stesso sia iscritto a un albo od ordine professionale incompatibile con la posizione di dipendenza (notai, avvocati).
I d.d.l. Ichino e Nerozzi prevedono un dimezzamento della soglia massima di 40.000 euro annui per i primi due anni di esercizio dell'attività di lavoro autonomo da parte del soggetto interessato.

Materiale tratto dal sito web www.pietroichino.it

15 giugno 2010
Politica digitale. Il Pd si schiera. Fai la tua domanda a Pier Luigi Bersani

il prossimo 18 giugno il PD dedicherà una giornata di incontri e dibattiti alla banda larga, al futuro della rete, all'economia digitale, alle news oltre i giornali. Vi aspettiamo a Roma in via Enrico Fermi, 161 alle ore 10.

Un evento con cui il PD intende esprimere il proprio impegno sulla banda larga come priorità e tema centrale per lo sviluppo socio economico del Paese, tanto più in un momento di crisi.

Durante la giornata sarà possibile seguire in diretta l’intervista di Giovanni Floris a Pier Luigi Bersani sul tema ‘Politica digitale. Il Pd si schiera’. Se vuoi proporre una domanda a Bersani sui temi della banda larga, della riforma della Rai, del sistema della comunicazione e delle regolamentazioni antitrust, o sulla legge sulle intercettazioni appena approvata in Senato puoi lasciarla nei commenti a questo post entro giovedì sera.

 Ecco il programma della giornata

Ore 10.00 - Via Enrico Fermi, 161 - Roma

Ore 10.00 - Internet e libertà
Alec Ross (Senior Advisor su internet di Hillary Clinton)

Ore 11.00 - Internet funziona! Idee & imprese per il futuro
Paolo Ainio, Paolo Barberis, Gianluca Dettori, Riccardo Donadon, Salvo Mizzi, Linnea Passaler.
Coordina: Riccardo Luna.

Ore 11.30 - The IPad lessons
Marco Massarotto, Marco Zamperini.

Ore 12.30 - A che punto è l'ultrabanda?
Luca Barbareschi, Franco Bassanini, Corrado Calabrò, Paolo Gentiloni, Stefano Pileri, Nicola Zingaretti.
Coordina: Stefano Quintarelli.

Ore 15.00 - BB contro la crisi
Flavia Barca, François De Brabant, Paolo Guerrieri.

Ore 16.00 - Società digitale e intelligenza collettiva
Derrik De Kerchove
Introduce: Carlo Massarini.

Ore 17.30 - Politica digitale. Il Pd si schiera
Giovanni Floris intervista Pier Luigi Bersani

Ore 19.00 - Visioni per domani
Francesco Caio, Renato Soru
Coordina: Luca De Biase.

Ore 20.00 - Libertà, neutralità, universalità
Sara Bentivegna, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Vincenzo Vita.

Ore 21.00 - Broken news? Il futuro dei giornali
Luca De Biase, Alessandro Gilioli, Enrico Pedemonte, Vittorio Zambardino.



Spazio multimediale con Youdem, video, liveblogging, diretta Twitter e Facebook.
Appelli e testimonianze contro la legge bavaglio.


28 maggio 2010
Omofobia: la posizione del Pd

A seguito delle polemiche sulla posizione presa dal gruppo consiliare del Pd del Comune di Udine, pubblichiamo due importanti dichiarazioni che chiariscono la vera posizione del Pd in merito.

Sono le dichiarazioni di Ivan Scalfarotto, Vicepresidente dell'Assemblea nazionale del Pd e di Filippo Penati Capo della segreteria di Pier Luigi Bersani.

Omofobia: Penati, “Basta polemiche la posizione del partito è chiara”

Dichiarazione di Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani

“Il Pd ha una posizione nettissima sui diritti e contro l’omofobia: lo stesso segretario ha più volte ribadito l’impegno suo e dell’intero partito ad arrivare quanto prima ad una legge che tuteli i diritti di tutti.

Il caso di Udine non rispecchia la posizione del Pd ma segnala semmai una leggerezza del gruppo consiliare del partito. Tanto è vero che l’amministrazione di centro sinistra della città ha patrocinato l’iniziativa senza se e senza ma. Ora è necessario continuare a costruire, insieme anche alle associazioni, un impegno a difesa dei diritti e per respingere i rischi di vecchie e nuove omofobie. Ma per questo è anche importante evitare, da parte di tutti, toni eccessivi e polemiche che sbagliano il bersaglio”.

Scalfarotto: "Inaudita mozione Pd al comune di Udine"

"Come si faccia a definirsi democratici e a condannare un manifesto con un castissimo bacio tra due uomini o due donne è davvero un mistero. E’ assolutamente inaudito che il gruppo consiliare del Partito Democratico al comune di Udine abbia potuto approvare una mozione contro la campagna anti-omofobia dell’Arcigay", ha dichiarato il Vice Presidente del Partito Democratico Ivan Scalfarotto.

"Soprattutto dopo che la Corte Costituzionale ha riconosciuto la rilevanza sociale delle unioni omosessuali, l’approvazione della mozione del PD a Udine lascia davvero sconcertati e sgomenti. Come ha confermato il Segretario Pierluigi Bersani durante l’Assemblea Nazionale, i diritti saranno tra i temi al centro dell’azione del partito nei prossimi mesi: avremo finalmente un’eccellente occasione per riaffermare una volta e per sempre che Il Partito Democratico è e non può che essere il partito dei diritti e dell’inclusione".




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21 maggio 2010
Assemblea PD al via. Discutiamo i documenti, usa il tag "assemblea pd"
 Cari amici di PdNetwork oggi e domani ci sarà l'Assemblea Nazionale del PD. Potete seguirci in diretta dalle 15 e 30 su www.partitodemocratico.it/assemblea10 il nostro speciale con la diretta video, i testi degli interventi, articoli ed interviste, foto e su Youdem (Sky, canale 813). L'assemblea è il primo passo di PD OPEN l'iniziativa con cui costruiamo il nostro programma, che nelle prossime settimane coinvolgerà forum, circoli ed eletti del PD e ci teniamo ad avere la tua opinione. Puoi commentarci su PdNetwork inserendo nei post il tag "assemblea pd", sui nostri canali facebook, Twitter e da oggi anche su Friendfeed.


Nel nostro speciale abbiamo pubblicato i documenti preparatori alla discussione nei singoli gruppi di lavoro che si formeranno in Assemblea:

Sviluppo, lavoro, welfare: le proposte del Pd per il “diritto unico” del lavoro
Il programma fondamentale del Partito democratico per la giustizia si chiama Costituzione repubblicana
Linee per la modernizzazione e la riforma democratica dell’ordinamento costituzionale
Università e ricerca: una visione per l’Italia, le proposte del Pd
La green economy
Dalla crisi si esce con più Europa


L'assemblea servirà anche a denunciare come in questi due anni il Governo dei fatti si è dimostrato il governo della propaganda e delle chiacchiere. 24 mesi con l’interruttore per deformare la realtà: si è accesa la luce su un problema quando faceva comodo, per spegnerla quando serviva parlar d’altro. "Trentaquattro fiducie, una e mezza al mese. – ricorda Pier Luigi Bersani - Tutto questo cosa ha portato per le prospettive del Paese? Credo niente, sono stati due anni buttati via". E infatti, delle tante riforme sbandierate quali sono ora attive? La risposta la trovi nel nostro dossier che anche tu puoi aiutarci ad arricchire e a diffondere con mobilitanti.
PS: questa settimana molte università sono state bloccate dalle proteste dei ricercatori. Noi stiamo dalla loro parte, convinti che serva uno shock generazionale, anticipando la pensione dei professori per abbassare l'età media dei docenti. Sulle pagine dedicate all'Università e alla ricerca del nostro sito puoi leggere le proposte del PD per l’accesso e la progressione nella carriera universitaria.

Buona diretta e ricordate: nei post taggte sempre "assemblea pd"

1 maggio 2010
IL PD è un partito fondato sul lavoro
Il PD è fondato sul lavoro. Oggi, 1° maggio, vi auguriamo di trascorrere una giornata di riposo.

Ma se avete voglia di sapere come ci stiamo impegnando per chi il lavoro ce l'ha e per chi l'ha perso o lo sta cercando c'è la nostra copertina

http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/99029/il_pd_e_un_partito_fondato_sul_lavoro

Da oggi al 3 maggio siamo con i lavoratori in tutta Italia. Bersani a Calenzano, Fassina a Rosarno,Boccuzzi e Fassino a Torino, Franceschini a Roma, Enrico Letta a Rovereto, e tanti altri nostri esponenti in altre città.
Guarda la mappa delle iniziative su pdnetwork http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=agenda_map e se organizzi un presidio, una festa, un picchetto davanti a una fabbrica anche nei prossimi giorni segnalatecelo subito su pdnetwork.it


Dov'è il PD? che fa il pd per i lavoratori? Le cronache ne parlano poco e il governo continua a ripetere che va tutto bene, ma noi stiamo ogni giorno nell’Italia dei cassintegrati, dei disoccupati, di tutti coloro che sono costretti a salire su un tetto per manifestare i propri diritti. È di loro che il governo si è dimenticato ed è con loro che il Partito Democratico si schiera tutti i giorni. Ci siamo occupati negli ultimi mesi di Alcoa, Ispra, Eutelia, della Fiat a Pomigliano d'Arco (guardate il video linkato in cui ieri Bersani ne parlava con gli operai in lotta) e Termini Imerese, così come della GlaxoSmithKline a Verona e della Teleperformance, azienda di call center che in Puglia si avvia a licenziare circa 1.000 dipendenti. Qui come all'Asinara con i cassintegrati oggi il PD ci sarà . E anche domani, dopodomani e nelle prossime settimane.

Giovedì sera ad Annozero il nostro segretario, Pier Luigi Bersani, dove siamoe cosa facciamo lo ha voluto ricordare anche a Marco Travaglio. Un intervento appassionato che sta facendo il giro della rete, se volete rivedelro o leggerne la tarscrizione cliccate qui http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/99028/anno_zero_bersani_risponde_a_marco_travaglio

Naturalmente non da oggi ci stiamo impegnando per chi un impiego ce l'ha come per chi l'ha perso o lo sta ancora cercando in tutti i modi, anche con soluzioni innovative. Annamaria Parente, Stefano Fassina e Andrea Orlando ne parlano qui http://tinyurl.com/3x5ecp5 e su www.inbuonemani.org/lavoro dove c'è anche il progetto voluto dall'amministrazione provinciale romana di Nicola Zingaretti.

PS: Democratici per Costituzione è anche lo slogan della nostra campagna di tesseramento. Se vuoi tesserarti o scriverci perché prendi la tessera del pd andate su www.iscrivitialpd.it

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